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Kubo, Mitoma, Itō e…: quando Giappone fa rima con Mondiale

La Nazionale nipponica è la prima a staccare il pass per il Mondiale del 2026: un progetto lungimirante, fatto di calciatori di assoluta qualità

Giappone
Giappone (LaPresse)

Il Giappone come un episodio di Holly e Benji: un paragone tanto banale, quanto esaustivo per riassumete l’impresa compiuta dai ragazzi di Hajime Moriyasu. Come nel famosissimo cartone con cui migliaia di generazioni giapponesi e non sono cresciute, la nazionale nipponica è già entrata nella storia per essere la prima a staccare il pass per il Mondiale del 2026. Un traguardo divenuto realtà dopo il 2-0 rifilato al Bahrein che ha portato a sette il numero di risultati utili consecutivi. Sei vittorie e un pareggio, conditi da 24 gol realizzati e appena due subiti. Tradotto: primato assoluto nel Girone C e qualificazione al torneo (che si disputerà tra Stati Uniti, Canada e Messico) assicurata con tre giornate d’anticipo. 

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Giappone, difesa di ferro (anche) grazie alla Serie A

Merito di un gruppo squadra interessante, composto da elementi di spessore che da diverse stagioni solcano (e in alcuni casi da protagonisti indiscussi) i palchi più glamour della Premier League, della Bundesliga e… della Serie A. Tra questi c’è sicuramente Zion Suzuki, estremo difensore del Giappone titolatissimo nel Parma con cui ha saltato una sola partita (contro l’Udinese) per squalifica. Un profilo di tutto rispetto, nonostante una differenza di rendimento (dettata, naturalmente, dal livello delle partite) tra Nazionale e campionato. Tra i pali del Giappone il classe 2002 ha subito appena 2 reti (contro Cina e Australia) centrando 5 clean sheet. Uno in più rispetto ai quattro registrati in Serie A a fronte di 44 gol subiti in 28 partite. 

Suzuki Giappone

Zion Suzuki (LaPresse)

Eccetto Seko del Grasshoppers, due terzi della difesa titolare contro il Bahrein gioca in Bundesliga. Itakura è titolare fisso nel Borussia M’gladbach con cui ha trovato anche un gol e un assist in 24 presenze. Hiroki Itō è stato invece il secondo calciatore giapponese più costoso della storia: in estate è stato prelevato dal Bayern Monaco per 30 milioni di euro dopo tre stagioni allo Stoccarda. Con i bavaresi, complice la rottura del metatarso, ha ritrovato il campo solo lo scorso 15 febbraio. Sin qui: sette presenze tra campionato e Champions e un gol nel 4-0 rifilato al Francoforte. 

Doan, Mitoma, Kubo e… Minamino: quanta qualità!

Proseguendo nel 3-4-2-1 del ct nipponico, sugli esterni la qualità è elevata. Ritsu Doan – che nel 2015 inserito nella lista dei migliori 50 calciatori nati nel 1998 stilata dal The Guardian –, anche lui protagonista in Bundesliga, in stagione ha messo a referto 8 gol e 6 assist in 26 presenze con il Frigurgo. Sul versante opposto c’è invece il calciatore dal valore più elevato – 45 milioni – dell’intera rosa. Ovvero Kaoru Mitoma, stellina del Brighton con cui ha messo a referto 7 gol e tre assist in 29 presenze. A chiudere la mediana: Endo del Liverpool e Morita dello Sporting Lisbona. 

Mitoma Giappone

Kaoru Mitoma (LaPresse)

Tanta qualità anche sulla trequarti con la coppia da 55 milioni composta da Kubo e Minamino. Il primo è tra i protagonisti indiscussi della Real Sociedad con cui ha messo a segno 7 gol e Sergio tre assist tra campionato, Europa League e Coppa del RE. Il secondo è il punto di riferimento del Monaco con cui in stagione ha già raccolto 35 presenze condite da 7 gol e 5 assist in tutte le competizioni. Una coppia da sogno alle spalle dell’unico terminale offensivo Ayase Ueda. Punto di riferimento dell’attacco nipponico (8 gol in 9 presenze) e del Feyernood con cui è già a quota 7 tra campionato e Champions League. 

Kubo Giappone

Takefusa Kubo (LaPresse)

La panchina e la pratica Mondiale 2026

Ma non solo titolari, la lista di calciati interessanti è abbastanza corposa. Dall’ex Lazio Kamada a Kyogo Furuhashi, trasferitosi a gennaio dal Celtic al Rennes per poco più di 11 milioni. E ancora: Yukinari Sugawara, terzino classe 2000 che in Premier con il Southampton è a quota 26 presenze e un gol e Keito Nakamura, trascinatore dello Stade Reims con 9 gol e 2 assist in Ligue 1. Talenti di oggi e del domani che testimoniano la bontà del progetto Giappone. Archiviata la pratica Mondiale, il sogno (e la crescita) può continuare. 

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