Il campionato di Serie A ripartirà dopo la sosta delle Nazionali. Da qui al termine la lotta per lo scudetto, per l’Europa e per la salvezza si fa sempre più avvincente: non c’è nulla di scontato, tutto può succedere. Parola di Daniele Bartocci, giornalista pluripremiato ed esperto di comunicazione food, recentemente insignito del prestigioso Global Recognition Award 2024 per il suo contributo nel settore food e sport. Tra i tanti argomenti trattati, in esclusiva ai nostri microfoni. c’è spazio per la Champions League, ma anche per un curioso gioco gastronomico che associa i top club italiani ai piatti tipici della tradizione.
Corsa scudetto aperta o l’Inter ha ormai ipotecato il titolo?
“La corsa scudetto non è affatto chiusa. Tutto può ancora succedere, soprattutto alla luce dei recenti infortuni dell’Inter. Dovremo vedere come evolveranno, ma la situazione resta apertissima. Certo, l’Inter è favorita: ha una rosa profonda, praticamente due squadre titolari, se non due e mezzo. Inzaghi è molto bravo nella gestione del gruppo, ma in situazioni decisive ha commesso qualche errore. Non tanto nella gestione degli uomini, quanto nelle sostituzioni in corso d’opera. È capitato che nei minuti finali alcune scelte si siano rivelate discutibili, come accadde nella famosa corsa col Milan, al di là del celebre episodio di Radu.

Simone Inzaghi (Inter), Antonio Conte (Napoli) e Gian Piero Gasperini (Atalanta) Lapresse
E Napoli e Atalanta?
“Conte è uno dei migliori allenatori per il nostro campionato, anche se il Napoli aveva praticamente solo lo scudetto come obiettivo. L’Atalanta, a mio avviso, è leggermente sopra. Gasperini è il miglior allenatore italiano: lo ha dimostrato anche ai tempi del Genoa con un 3-4-3 a campo aperto che era uno spettacolo. Parliamo del miglior calcio visto in Italia tra le non big, forse dai tempi di Ulivieri col Bologna. L’Atalanta la colloco subito dietro l’Inter”.
Chi ti ha sorpreso nella corsa all’Europa?
“La Lazio mi ha stupito, è anche troppo in alto per i giocatori a disposizione. Baroni ha fatto un capolavoro. Il Bologna è ormai una realtà importante, solida, non lo scopriamo certo oggi”.
La Juventus ti ha deluso, come valuti il lavoro di Thiago Motta?
“La Juventus non mi ha deluso, ma conferma i miei dubbi. Non ho mai difeso Allegri, anzi: negli ultimi anni al Milan mi aveva fatto disinnamorare del calcio, tra litigi con i senatori e un gioco poco convincente. È un buon allenatore, ma non lo vedrei bene al Milan. Pioli ha fatto un capolavoro con lo scudetto: un ritorno “on fire” lo vedrei positivamente”.

Stefano Pioli, ex allenatore del Milan, oggi all’Al Nassr (© Lapresse)
“Thiago Motta va sostenuto: alcune scelte societarie hanno pesato più di lui. In alcune partite, il gioco della Juventus è sembrato molto più brillante rispetto all’era Allegri. Detto ciò, Allegri resta forte difensivamente, ma il suo calcio non mi entusiasma. Come ha detto anche Lele Adani all’Overtime Festival, ha fallito negli ultimi anni, anche nei rapporti con top player come Di Maria“.
“Tuttavia Allegri in Serie A può ancora dire la sua, ma non al Milan. Alla Juve vedrei bene Roberto Mancini, mio concittadino. Siamo stati premiati insieme al Salone d’Onore del CONI lo scorso dicembre per il Premio Andrea Fortunato. L’ho visto motivato, ci ho parlato brevemente. Conosco bene la sua famiglia. Lo vedrei bene anche alla Roma“.

Allegri Motta (LaPresse)
Passiamo alla zona salvezza…
“Per me la salvezza è più alla portata di Cagliari e del Como del mio amico Gabrielloni, mio concittadino, è un buon attaccante, secondo me sprecato per la panchina. Di Francesco è un ottimo allenatore, propone sempre un bel calcio, come si è visto anche al Frosinone. Ha lavorato con Cheddira, che è marchigiano come me. Tuttavia, nei finali di partita a volte prende decisioni un po’ discutibili. In generale, Venezia, Monza, Empoli e Parma le vedo più in difficoltà. Il Lecce, sulla carta, è superiore a molte di queste, a parte il Como, che per me può ambire tranquillamente al tredicesimo posto”.
In Champions chi vedi favorito?
“Vedo il Real Madrid di Ancelotti avanti su tutti. È un grande allenatore, con un bagaglio enorme e apprezzato da tutti. Il PSG mi sembra leggermente inferiore. L’Inter può dire la sua, grazie a una grande solidità difensiva, ma la colloco un gradino sotto”.
“Tutto si gioca sulla capacità di saltare l’uomo. Giocatori come Mbappé, Vinicius, Rodrygo fanno la differenza, per non parlare dell’intelligenza calcistica di Bellingham. Anche il Barcellona lo vedo bene, è un po’ la mia amante calcistica“.
Facciamo un gioco: se dovessi associare le squadre top di quest’anno a un piatto o un cibo, cosa sceglieresti?
“L’Inter è come la miglior pizza STG (specialità tradizionale garantita) di Napoli: una certezza. Il Napoli invece è come un babà… ma non fatto a Napoli: una replica della grande tradizione, ma con meno autenticità. Ha perso un po’ il suo spirito verace. L’Atalanta? Un primo piatto d’eccellenza, che sta bene ovunque, anche se io non amo particolarmente i primi. La Juventus è solo un antipasto di pesce: qualcosa che lascia presagire un futuro più raffinato, ma ancora incompleto”.
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