Nella notte in cui la Germania elimina l’Italia dalla Nations League, una delle note più positive è stata la prova di Moise Kean. All’andata battagliero, con qualche strappo in profondità per cercare di allungare la difesa. Ieri sera invece, arriva una doppietta che prova a restituirci un finale arrembante.
Moise Kean: nazionale riconquistata?
Dopo qualche giro a vuoto, con l’ultima partita arrivata il 20 novembre 2023, all’inizio della stagione 24/25 l’attaccante ha ritrovato la Nazionale. Spalletti comincia a credere nuovamente in lui, visti i segnali lanciati con la nuova maglia, e lo porta con sé nel cammino in Nations League. Con la Francia gioca solo 9 minuti, mentre contro Israele marchia a fuoco col gol che ferma un’emorragia realizzativa lunga 3 anni e 1 giorno (dall’8 settembre 2021 al 9 settembre 2024). L’annata costantemente a livelli altissimi a Firenze, gli permette di affacciarsi anche alla fase finale della competizione.
Nella doppia sfida contro la Germania, tanti impulsi anche nella lettura della partita: si sacrifica sotto la linea del pallone, aggredisce la profondità e soprattutto, quando può, bussa dalle parti di Baumann. La doppietta al ritorno è una masterclass di senso del gol e fiuto per l’occasione, perché arrivano entrambi da un recupero su aggressione alta.
Una rinascita folgorante
Qualcuno potrebbe trovare un nesso tra le prestazioni recenti di Moise Kean e il suo addio alla Juventus. Eppure, sotto la coltre della provocazione, si nasconderebbe una parte di verità. L’Allianz e Vinovo infatti erano un ambiente che ormai lo asfissiava, costringendolo a sottostare ad un minutaggio molto contenuto. 1090, 988 e 650: non è un codice di chissà quale natura, bensì i minuti giocati in Serie A nelle tre stagioni in bianconero dal 21/22 al 23/24. E’ conseguenza diretta una vista che si appanna in zona gol: nelle 102 apparizioni in questo arco di tempo e in tutte le competizioni, il classe 2000 mette insieme 14 centri (media di circa un timbro ogni 7 presenze).
A Firenze invece, questo numero è già stato ampiamente superato: Kean è tornato a mettere il mirino sulla porta con estrema frequenza e facilità, centrando il bersaglio 20 volte su 34 allacciate di scarpe. Il minutaggio? Vertiginosamente più alto, andando di pari passo con l’impatto mostruoso che ha avuto alla Fiorentina. Sommando le tre cifre precedenti, dovremmo infatti aggiungere ancora qualcosa: l’ex Juve è arrivato a 2708 minuti, con una media di circa 79 a match giocato. Numeri, ma anche tanto altro: giocate, strappi in profondità, una rinnovata consapevolezza di sé quasi ostentata nell’esultanza in cui scrolla le spalle e gonfia il petto. Insomma, un giocatore completamente rinato, rivitalizzato da un contesto diverso, più adatto a lui e forse costruito su misura per i suoi pregi e difetti.
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