Procuratori d’oro: guadagnano più dei calciatori?
Ogni anno, il mondo del calcio muove cifre astronomiche tra stipendi, trasferimenti e commissioni. Se i calciatori sono i protagonisti in campo, fuori dal rettangolo di gioco i veri vincitori sembrano essere i procuratori. Le società italiane investono somme sempre più alte per garantirsi i migliori affari, ma è giusto che questi intermediari guadagnino così tanto? Il loro ruolo è davvero essenziale al punto da giustificare compensi che, in alcuni casi, superano gli stipendi di alcuni giocatori?

Locatelli, Juventus – Lapresse
Serie A, fiumi di denaro nelle casse dei procuratori
Nel massimo campionato italiano i club hanno versato complessivamente 226 milioni di euro ai procuratori tra gennaio e dicembre 2024, con un incremento del 2,7% rispetto al 2023. A guidare la classifica delle società più “generose” troviamo:
- Juventus: 33,9 milioni di euro
- Inter: 24,7 milioni di euro
- Napoli: 18,1 milioni di euro
- Roma: 17,1 milioni di euro
- Milan: 15,2 milioni di euro
Le “big” influenzano inevitabilmente la media generale, ma non mancano sorprese: il Verona ha speso 13,9 milioni, superando club più quotati come Lazio e Fiorentina.
Serie B, Sampdoria “spendacciona”
Nel campionato cadetto, le spese per i procuratori sono decisamente inferiori rispetto alla Serie A, ma comunque significative: 33 milioni di euro in totale.
Le prime cinque società per spesa sono:
- Sampdoria: 5,05 milioni di euro
- Sassuolo: 4,35 milioni di euro
- Salernitana: 4,33 milioni di euro
- Spezia: 3,8 milioni di euro
- Frosinone: 3,2 milioni di euro
Sorprende il dato della Juve Stabia, che non ha speso un solo euro in commissioni, mentre squadre come Carrarese e Cittadella hanno investito cifre irrisorie.

Esultanza Sampdoria (Lapresse)
Il calcio sta diventando un business per i procuratori?
I numeri parlano chiaro: il peso economico dei procuratori sta crescendo anno dopo anno. Ma è giusto che questi intermediari abbiano un ruolo così determinante? I club si trovano spesso costretti a pagare commissioni elevate per assicurarsi un giocatore, talvolta più di quanto spendano in stipendi per alcuni membri della rosa. Questo sistema ha trasformato il calciomercato in un affare sempre più dominato dagli agenti, a scapito dei club e, in alcuni casi, anche degli stessi calciatori.

Calciomercato (© Lapresse)
Dovrebbe esserci un tetto massimo per le commissioni? La FIFA e la FIGC stanno valutando regolamentazioni più rigide, ma al momento i procuratori continuano a godere di un potere economico enorme. Nel frattempo, le società si adeguano a un sistema che sembra sempre più fuori controllo. Il calcio è ancora uno sport per i tifosi o sta diventando sempre più un business dominato dai procuratori? La risposta resta aperta al dibattito.
Il giro d’affari delle commissioni
I procuratori guadagnano attraverso commissioni calcolate sugli stipendi dei calciatori o pagamenti diretti dai club per il lavoro di mediazione. Nei trasferimenti più importanti, le commissioni possono ammontare a milioni di euro, aumentando sensibilmente il costo complessivo di un’operazione. Secondo la FIFA, nel 2022 i club professionistici hanno pagato 586 milioni di euro agli agenti per trasferimenti internazionali, con un incremento del 24,3% rispetto al 2021.
L’intervento della FIFA e la nuova regolamentazione
Per limitare queste spese, la FIFA ha introdotto una riforma entrata in vigore il 9 gennaio 2023, con l’obiettivo di regolamentare le commissioni. Le principali novità includono:
- Ripristino dell’albo mondiale degli agenti, con esame di abilitazione e quota annuale.
- Divieto di rappresentare più di una parte nella stessa trattativa, salvo consenso esplicito.
- Limiti alle commissioni: massimo 5% dello stipendio per ingaggi inferiori a 200mila dollari annui, 3% per stipendi superiori.
- Obbligo di registrare tutti i pagamenti su una piattaforma FIFA per garantire maggiore trasparenza.

Federico Pastorello, Lapresse
I procuratori sono davvero il male del calcio?
Il dibattito sui procuratori divide da anni il mondo del calcio. Da un lato, il loro ruolo è essenziale per tutelare gli interessi dei giocatori e facilitare le trattative tra club. Dall’altro, la mancanza di una regolamentazione chiara ha portato a eccessi e distorsioni, con commissioni fuori controllo e pratiche poco trasparenti.
Il nuovo regolamento FIFA rappresenta un primo tentativo di limitare i costi e rendere più trasparente il settore, ma le resistenze da parte degli agenti e le possibili battaglie legali potrebbero renderne difficile l’applicazione. Il calcio moderno deve trovare un equilibrio tra la tutela degli interessi dei giocatori e la sostenibilità finanziaria dei club: una sfida che solo il tempo potrà risolvere.
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