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Premier League

L’epopea Clough, la rinascita e l’ambizione Champions. Il Nottingham Forest sarà il nuovo Leicester?

Terzo posto in classifica e morale alle stelle in casa Nottingham Forest: il club inglese sembra tornato quello della gestione Brian Clough.

Nottingham Forest
Nottingham Forest (© Lapresse)

Nottingham Forest, 1-0 al Manchester United e terzo posto in Premier League

La Premier League ci ha abituati spesso a favole di questo tipo: Davide contro Golia. I grandi del calcio europeo, i club più glamour (e ricchi) d’Inghilterra come Manchester City, Liverpool, Arsenal contro le realtà di provincia. Il calcio delle piccole realtà come Ipswich Town, Leicester e Nottingham. E la favola sembra ripetersi anche questa volta. Non a Leicester, dove nel 2016 Claudio Ranieri scrisse una pagina di storia clamorosa del gioco del calcio, ma 55 chilometri più sù.

Sulle rive del fiume Trent, nella città diventa famosa per la leggenda di Robin Hood. Qui gioca il Nottingham Forest, la terza squadra più antica al mondo dopo Notts County e Stoke City. La tradizione sportiva – nonostante anni bui – è di casa a Nottingham e la sensazione è che il 2025 possa portare la squadra di Nuno Espirito Santo a scrivere un’altra pagina di storia del calcio europeo. 

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I numeri e la classifica

Sarà il cognome – vagamente angelico – del suo tecnico, ma il Nottingham Forest sta facendo qualcosa di clamoroso in Premier League. I numeri: 57 punti in 30 partite, 50 reti segnati e 35 subite (terza miglior difesa dopo Arsenal e Liverpool). Nel turno infrasettimanale, l’1-0 rifilato allo United che ha portato a quattro i punti di distacco dai Gunners, ma soprattutto +8 sul Chelsea quarto in classifica. Statistiche da capogiro per una formazione che è tornata a calcare i campi più glamour d’Inghilterra nel 2022 dopo 15 stagioni consecutive in Championship. La stessa che lo scorso anno è arrivata a a un passo dalla retrocessione chiudendo al 17esimo posto, a +6 dal Luton retrocesso. 

Nuno Espirito Santo Nottingham Forest

Nuno Espirito Santo (© Lapresse)

Nottingham Forest e l’epopea Brian Clough

Terzo anno consecutivo nel massimo campionato inglese e terzo posto momentaneo, che stanno facendo rivivere in quel di Nottingham l’epopea di un tempo. A cavallo tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, i Reds erano una delle formazioni più forti (e vincenti) del calcio inglese. Il merito fu dell’allora tecnico Brian Clough, uno a cui la città di Nottingham ha dedicato una statua. Un tecnico considerato da tanti un innovatore, avanguardia pura sotto il profilo del gioco. Ma anche un grande sbruffone. Celebri furono le sue parole: “Non dico che ero il miglior allenatore nel giro. Ma ero nella Top 1”. 

Arroganza a parte, sotto la sua guida il Nottingham Forest riuscì in un’impresa inimmaginabile. Sedutosi in panchina nel 1975, l’anno dopo Clough riuscì a regalare alla città una clamorosa doppietta. Prima la vittoria della Second Division (l’attuale Championship), poi quella della First Division (la Premier). Un traguardo clamoroso che è ancora tutt’oggi un record: il Nottingham Forest è l’ultima squadra ad aver vinto il massimo campionato inglese da neopromossa. Ma non solo, perché nel 1979 vinse anche la sua prima Champions League (ripetendosi anche l’anno dopo) e la Supercoppa UEFA. 

Premier League Nottingham Forest

Nottingham Forest fans (© Lapresse)

La favola Leicester: sogno o possibilità?

Una favola, quella del Nottingham Forest che sembra ripercorrere le orme del Leicester di Vardy e Claudio Ranieri che nel 2016 vinse la Premier League. Tanti i punti in comune tra le due storie, a partire dalla dai due tecnici. Come a Leicester con Ranieri, anche a Nottingham non sono mancate critiche per la scelta di Espirito Santo. Subentrato a dicembre 2023 al posto di Steve Cooper, il portoghese non è stato accolto di buon grado dai tifosi Reds. Nonostante la buona annata al Wolverhampton, l’esonero dopo 10 giornate sulla panchina del Tottenham nel 2021, e la parentesi in Arabia all’Al-Ittihad non hanno certo aiutato. 

I risultati, però, hanno dato ragione al tecnico. La salvezza dello scorso anno, il terzo posto momentaneo e i 18 sigilli stagionali di Chris Wood (quarto nella classifica marcatori alle spalle di Salah, Haaland e Isak) hanno messo a tacere critiche e mugugni. Il Nottingham sembra esser tornato quello di un tempo: l’accesso matematico alla Champions – a otto giornate dalla fine – è quasi una formalità. Un traguardo storico per una delle cenerentole che sembra rivivere gli anni sotto la gestione Brian Clough. L’impresa è a un passo.

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