Orsolini come Berardi e il teorema del tempismo di Robin
“Chiamo io, chiami tu” cantava Gaia a Sanremo. Spesso però c’è chi sta con il telefono in mano ad aspettare ore uno squillo o un messaggio, che sia un lavoro, una cotta o molto di più. Ed è quello che sta succedendo a Orsolini, che con i suoi gol e prestazioni ha fatto toc-toc alla Nazionale e anche alle big della Serie A. Non che il Bologna ora non lo sia, visto il quarto posto in campionato e uno status da “neo-Atalanta” raggiunto nel giro di pochi anni. Ma tra i paradossi del calcio ci sono dei calciatori che sembrano fantasmi.
Il paradosso Orsolini: numeri da top, ma pochi squilli
A Bologna ormai lo conoscono come Orsonaldo, merito dei suoi gol. Ogni settimana una gemma, come se fosse Thor. In Empoli-Bologna ha messo in mostra l’ennesima masterclass della sua stagione. Con la rete in Coppa Italia, l’ala rossoblù ha già eguagliato il suo record di partecipazioni al gol: 16 (13 gol e tre assist tra tutte le competizioni). Numeri che possono ancora crescere. Intanto Spalletti, presente in tribuna, ha preso appunti.
Il 7 ha mandato l’ennesimo messaggio, ha bussato alla telecamera con il sorriso e ha urlato con i suoi piedi: “Menomale che so fortissimo!”. Cosa deve fare di più per essere preso in considerazione? Nulla. Intanto a sorridere sono anche i fantallenatori che per la terza stagione di fila si godono la sua doppia cifra. In campo è un gigante, nonostante la statura, ma per chi sta dietro la scrivania sembra un fantasma. Orsolini , la nazionale e le big sembrano non incontrarsi mai, anche se l’attaccante va alla velocità della luce. Altro che paradosso di Zenone.
Non smette più di bussare!!! ✊🐻 ORSOLINI sblocca #EmpoliBologna 0-1!#CoppaItaliaFrecciarossa pic.twitter.com/IyUOcIYTZc
— Lega Serie A (@SerieA) April 1, 2025
Orsonaldo come Berardi: i gol al Bologna non bastano
A volte i gol non bastano, ci sono dei treni che passano talmente veloci, che per salirci serve il giusto aggancio. La carriera di molti calciatori non è esplosa per motivi nascosti o semplicemente per la mancanza di tempismo. Un po’ il discorso di Robin in How I met your mother sulla chimica e l’amore. Berardi e la Juve spesso si sono incrociati, ma non sono mai riusciti a trovarsi. Ora l’ala del Sassuolo è in Serie B, ma pronto alla risalita in A. Ancora con i neroverdi? Lo scopriremo solo in estate. Mimmo ha fatto di tutto per l’amore del club, è sceso di categoria e ora li sta per riportare tra i grandi. E la giusta riconoscenza sarebbe quella di lasciarlo partire. Anche se ormai a 30 anni le occasioni migliori hanno già bussato alla sua porta. Orsolini rischia di fare lo stesso percorso, ma con una differenza: il Bologna ora ha l’aura da big e può godersi il momento. Per adesso a Ro7 nono sono arrivate molte telefonate. Ma l’estate si avvicina e se continua così forse gli converrà mettere il cellulare in silenzioso. O forse no.
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