Jack Grealish e le difficoltà del Manchester City di Guardiola
Sono lontani i tempi in cui Jack Grealish intasava le pagine social con video che lo ritraevano particolarmente allegro (e ubriaco) dopo la vittoria della UEFA Champions League. Oggi il 29enne di Birmingham è cambiato: i capelli sono più lunghi, mantenuti dal classico elastico bianco. Ma ad esser cresciuta è soprattuto la consapevolezza. Quella di essere in un momento delicato della sua carriera. Lo dicono le statistiche personali: le peggiori da quando presenzia stabilmente la Premier League. Lo confermano le difficoltà del suo Manchester City e, forse, i graffi sulla testa di Pep Guardiola ormai diventati il simbolo di questa stagione.

Jack Grealish (LaPresse)
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I numeri della stagione e la dedica al fratello
E chissà se il gol – nel giorno del 25esimo anniversario dalla morte del fratello – possa aver finalmente sbloccato Jack Grealish. Mai il nazionale inglese aveva aspettato così tanto (17 partite) per trovare il primo gol stagionale. Una rete non banale, valsa tre punti contro il Leicester City e il quarto posto per la truppa di Guardiola. E l’emozione del classe 1995 nella classica one-to-one post-gara è stata fortissima. “Sentivo di meritare di giocare stasera ed ero semplicemente felice – ha detto ai microfoni di Sky Sports -. Questo giorno è sempre difficile in famiglia. Mia mamma e mio papà erano qui, quindi segnare e vincere è stato fantastico”.

Jack Grealish (LaPresse)
Casualità o segno del destino sta di fatto che l’ex Aston Villa ha potuto finalmente depennare dal vocabolario quel maledetto 16 dicembre 2023: giorno cui risaliva l’ultimo gol (nel 2-2 contro il Crystal Palace) in Premier League. 473 giorni in cui Grealish ha lavorato prima di tutto su se stesso. Ma soprattuto con i compagni che dopo il gol hanno finalmente potuto gioirei con lui.
Difficoltà personali e di squadra: quale futuro per Grealish
Naturalmente, gli ultimi mesi per Grealish sono stati decisamente complicati. Al di là di rendimento, i cliché che fino a qualche anno fa facevano impazzire i tifosi del City, gli si sono rivoltati contro. Gli eccessi, la retorica, persino l’iconica fascetta bianca per reggere i capelli sono stati presi di mira dai tifosi dei citizens. Normale quando in campo le cose non vanno come tutti vorrebbero e i numeri parlando di sei gol e otto assist nelle ultime due stagioni. Per intenderci, quasi gli stessi numeri registrati ai tempi dell’Aston Villa, alla prima stagione in Premier League.

Jack Grealish (LaPresse)
Nelle more delle difficoltà, un ruolo centrale spetta anche a Pep Guardiola e all’impiego delle ultime settimane. Contro il Leicester, Grealish è tornato in campo dal primo minuto in Premier a distanza di quasi quattro mesi. L’ultima volta, il 21 dicembre proprio in casa del suo Aston Villa. Nel mezzo nove assenze (tra infortuni e panchine) e 34 minuti complessivi racimolati contro West Ham, Ipswich e Tottenham. “Se voglio il Jack che ha vinto il Treble? Sì, lo voglio, ma cerco di essere onesto con me stesso. Savinho è più in forma ed è per questo che l’ho fatto giocare”. Parola di Pep Guardiola non più tardi di qualche settimana fa. Adesso è finalmente tornata la gioia del gol, chissà che questo finale di stagione possa riservare una nuova vita per l’inglese.
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