Reims in finale di Coppa di Francia
Lo Stade de Reims è la seconda finalista della Coppa di Francia. La squadra allenata da Samba Diawara ha sconfitto a domicilio 2-1 il Cannes grazie alle reti di Hafiz Umar Ibrahim e Teuma, e approda così nell’atto conclusivo della competizione nazionale dove affronterà il Psg, che in rimonta aveva eliminato martedì il Dunkerque. Nonostante sulla carta parta sfavorita, la storia del Reims dice tutt’altro: a cavallo tra gli anni ’50 e gli anni 60′ il club, trascinato dai suoi uomoini simbolo Just Fontaine e Raymond Kopa, ha messo in bacheca 6 campionati francesi e 4 Coppe di Francia.
Calcio champagne: non chiamatelo outsider
Il Reims non è mai stato solo una squadra di calcio. È un’icona, una leggenda, un pezzo di storia intrecciato con la città che porta il nome dello Champagne. Qui, dove i re di Francia venivano incoronati e le bollicine più pregiate del mondo prendono vita, il calcio ha trovato un’espressione di rara eleganza. Lo Stade de Reims ha scritto pagine di mito, portando il suo stile raffinato e offensivo a dominare la Francia e a incantare l’Europa.
Se c’è un uomo che ha trasformato il Reims in un capolavoro tattico e spettacolare, quello è Albert Batteux. Maestro e visionario, ha inventato un calcio fatto di fluidità, passaggi rapidi e intelligenza tattica, anticipando di decenni il gioco moderno. Il suo Reims non si limitava a vincere, incantava. Cinque titoli nazionali (1952-1953, 1954-1955, 1957-1958, 1959-1960, 1961-1962), una Coppa di Francia (1957-1958), tre Supercoppe (1955, 1958, 1960), due finali di Coppa dei Campioni – battendosi contro il grande Real Madrid di Di Stefano– sono il sigillo di un’epopea straordinaria.
Il Reims di Batteux non è solo un ricordo nostalgico, ma un’eredità che ancora oggi definisce il club. Il passato glorioso non è un peso, ma un’ispirazione. Qui il calcio non è mai stato solo sport, ma arte.
Il Pallone d’Oro Raymond Kopa
Se il Reims è stato sinonimo di calcio raffinato, Raymond Kopa ne è stato il più fulgido interprete. Classe, visione, dribbling: il Pallone d’Oro del 1958 non era solo un fuoriclasse, era un artista del pallone, capace di trasformare ogni giocata in un’opera d’arte. Con oltre 200 presenze in maglia biancorossa, ha scritto pagine di storia, orchestrando il gioco con una maestria che trascende le semplici statistiche. Non si trattava solo di numeri, ma di una capacità innata di accendere la partita con un colpo di genio, di rendere il calcio qualcosa di più grande di una competizione: un’idea, uno stile, una scuola di pensiero.

Raymond Kopa in mezzo a Ferenc Puskas e Alfredo Di Stefano – Lapresse
Kopa non era solo il motore del Reims, era il simbolo di una squadra che, con il suo gioco brillante e offensivo, ha dettato legge in Francia e sfidato l’élite europea. Il suo talento ha acceso la leggenda del club, lasciando un’eredità che ancora oggi riecheggia nel DNA biancorosso.
Il mito Just Fontaine
Dove c’era Kopa a costruire, c’era Just Fontaine a finalizzare. Attaccante implacabile, istinto letale, una fame di gol senza eguali: il suo nome è scolpito nella storia del calcio per quell’impresa che nessuno ha mai saputo eguagliare – 13 gol in una sola edizione della Coppa del Mondo, nel 1958. Ma il record mondiale è solo il sigillo di una carriera vissuta con la stessa intensità con cui gonfiava la rete.

Just Fontaine – Lapresse
Fontaine non segnava semplicemente: decideva, incideva, dominava. Con la maglia del Reims, ha scritto capitoli di gloria, diventando il volto dell’attacco più temuto d’Europa. Ogni sua rete non era solo un numero da aggiungere alle statistiche, ma un tassello di una leggenda che ancora oggi risuona nello Stade Auguste-Delaune.
Dal Paradiso all’Inferno
Per tredici stagioni, tra il 1949 e il 1962, il Reims ha vissuto un’epopea straordinaria, dominando la Francia e tenendo testa ai giganti d’Europa. Due finali di Coppa dei Campioni – entrambe perse contro il Real Madrid (4-3 nel 1956 e 2-0 nel 1959) – testimoniano il livello raggiunto da un club che sembrava destinato a rimanere nell’élite per sempre. Ma il calcio sa essere crudele, e il paradiso biancorosso si trasformò in un incubo. Il declino fu rapido e inesorabile: nel giro di pochi anni il Reims scivolò nelle retrovie, fino a ritrovarsi a lottare per la sopravvivenza.
Gli anni ‘60 segnarono il primo duro colpo, con ben cinque stagioni trascorse in seconda divisione, preludio di una crisi senza fine. A inizio anni ‘90, il baratro: la squadra precipitò in terza serie, fu dichiarata in liquidazione e cambiò nome. Il colpo più amaro arrivò nel 1992, quando i trofei che avevano reso glorioso il club furono messi all’asta, simbolo di un passato che rischiava di andare perduto per sempre. Da allora, il Reims ha vissuto un’altalena di promozioni e retrocessioni, oscillando tra la seconda e la terza divisione, senza più riuscire a riconquistare la grandezza di un tempo.

Keito Nakamura, Reims – Lapresse
La rinascita
Nella stagione 2012-2013, il club ha fatto il suo grande ritorno in Ligue 1, ponendo fine a un’attesa lunga ben 33 anni. Una volta riconquistata la massima serie, vi è rimasto con tenacia per quattro stagioni consecutive, prima di incappare in una dolorosa retrocessione in Ligue 2. Tuttavia, il periodo tra i cadetti è stato solo una parentesi: il club ha immediatamente riconquistato il proprio posto nell’élite del calcio francese e, dal 2018, continua a calcare i campi della prima divisione.
La stagione 2019-2020 è stata particolarmente brillante: la squadra ha viaggiato stabilmente nelle zone nobili della classifica, dimostrando solidità e ambizione. Un campionato, però, segnato dall’improvvisa interruzione dopo 28 giornate a causa della pandemia di COVID-19. Al momento dello stop, il Reims occupava la quinta posizione, traguardo che gli ha garantito un posto nei playoff di qualificazione alla UEFA Europa League 2020-2021. A rendere ancor più memorabile quella stagione, il dato difensivo: appena 21 reti subite, un primato che ha reso il Reims la miglior difesa del torneo.

PSG (LaPresse)
Ora tutti gli occhi sono puntati sulla finale di Coppa di Francia, dove il Paris Saint-Germain incrocerà proprio il Reims. Davide contro Golia? Forse. Ma chi conosce la storia del calcio sa che nessuna battaglia è persa in partenza. I parigini, lanciati verso il sogno del Triplete, partono ovviamente con i favori del pronostico, ma lo Stade ha già dimostrato di poter imbrigliare i campioni di Francia che dal 2022 a oggi, in sette confronti, hanno vinto soltanto due volte, mentre le altre cinque sfide si sono concluse in pareggio.
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