St. Pauli nella storia: 30 milioni per salvare la società e lo stadio
È indiscutibile: i tifosi del St. Pauli fanno sempre parlare di se. Non per scontri o questioni legate strettamente al mondo ultras, sia chiaro. Ma per scelte che sembrano lontani anni luce dal mondo del calcio. Sicuramente ben distanti dalla concezione mediterranea del calcio inteso come una fonte di business e di guadagno. Azioni per il sociale, prese di posizioni e investimenti che hanno visto protagonisti negli ultimi mesi i tifosi del secondo club di Amburgo e che, inevitabilmente, sono diventati oggetto di dibattito sui social.
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L’addio a X lo scorso novembre: “Contenuti autoritari e radicali di destra”
È notizia dello scorso 14 novembre l’abbandono – dopo 11 anni di attività – da parte del club a X. In un momento delicato dal punto di vista geopolitico, nel cuore delle presidenziali americane, il St. Pauli ha comunicato – attraverso il proprio sito ufficiale – la decisione di abbandonare la piattaforma di proprietà di Elon Musk. Il motivo? L’elezione di Donald Trump e l’idea del club tedesco che “X promuova contenuti autoritari, misantropici e radicali di destra anche nella campagna elettorale del Bundestag, manipolando così i discorsi pubblici”. Un motivo squisitamente politico e di ideali, dunque, alla base di una decisione che ha fatto molto discutere il mondo dei social e del tifo organizzato di tutta l’Europa.

Millerntor-Stadion (Screen)
Millerntor-Stadion nelle mani dei tifosi: cosa prevede l’iniziativa e quanto cosa
Adesso, a distanza di diversi mesi, una nuova iniziativa. Questa volta totalmente distaccata dal mondo della politica e degli ideali. Quando un’ammissione di amore eterno da parte dei tifosi del St. Pauli che hanno acquistato lo stadio di casa. Sì, proprio il Millerntor-Stadion, l’impianto che dal 1963 ospita le partite casalinghe del secondo club di Amburgo. La casa del club (che può arrivare ad ospitare fino a 23mila tifosi) nelle mani della Football Cooperative Sankt Pauli 2024. Una cooperativa di tifosi che da qualche mese gestisce lo stadio.
Ma perché si è arrivati a tutto questo? E soprattuto, come? Tutto ha avuto inizio verso la metà dello scorso anno quando la società ha palesato la necessità di raccogliere fondi da reinvestire in infrastrutture che possano garantire la permanenza del club ad alti livelli. Anziché aprire le porte – come spesso accade – a fondi esteri, i tifosi hanno voluto dare il proprio contributo sottoscrivendo una quota d’iscrizione (che secondo il New York Times ammonta a 850 euro) che permettesse l’acquisizione delle quote di maggioranza del Millerntor-Stadion. E così è stato. Anzi, i risultati sono stati inimmaginabili.

Musiala vs St. Pauli (LaPresse)
“Siamo sopraffatti”: tutta la soddisfazione del presidente del club
“Siamo sopraffatti dalle richieste ricevute – ha dichiarato Oke Göttlich, presidente del club –. Finora abbiamo raccolto il doppio di quanto ci aspettavamo”. Una cifra record da 30 milioni di euro che, non solo permetterà al club di saldare i debiti, ma soprattutto ha reso la tifoseria del St. Pauli ancor più unica. Si tratta della prima società in cui lo stadio è di proprietà (e viene gestito) dallo zoccolo duro del tifo. Avanguardia pura per un club che non smette di far parlare di se.
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