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De Bruyne-City, fine di un’era: il messaggio d’addio e dove andrà a fine stagione

Kevin De Bruyne
Kevin De Bruyne Manchester City Champions League (LaPresse)

Per le giovani generazioni, la frattura tra Manchester City Kevin De Bruyne equivale ad una fine di un’era. E’ la chiusura di uno dei sodalizi più dominanti, affascinanti e magici nel calcio del ventunesimo secolo. Un decennio di giocate di talento, tocco, genio, visione, archiviate con un messaggio che tocca le corde dell’anima di ogni appassionato. Adesso, il futuro sembra lontano dai riflettori europei.

Kevin De Bruyne, si chiude un’era

Come in occasione del “Mamba out” (l’iconico discorso di addio di Kobe Bryant ai Lakers), anche Kevin De Bruyne ha fatto un “mic drop” chiudendo alle sue spalle una delle decadi più dominanti nella storia del calcio europeo. Non esiste KDB senza City, ma l’equazione è valida anche usando la proprietà commutativa: non esisterebbe la legacy di Guardiola ai Citizens senza il suo cervello pensante, il suo cuore pulsante, il suo pittore che disegnava usando il prato dell’Etihad come la sua tavolozza. Fin troppo didascalico elencare tutti i trofei vinti, ci basti ricordare il numero (18 di squadra, 4 individuali) e che tra questi c’è la Champions, il “Triplete”, ma non il Pallone d’Oro soltanto per una combinazione di sfortunati eventi.

Kevin De Bruyne

Kevin De Bruyne (Lapresse)

Un talento bello e dannato, visti i troppi infortuni che di recente ci hanno tolto la possibilità di vederlo ancora ad altissimi livelli. Sicuramente, uno dei centrocampisti più impattanti nel gioco che si siano mai visti: strapotere fisico e sensibilità tecnica fuori scala, uniti in un mix letale per le difese della Premier League, dove ha segnato 70 gol e distribuito 117 assist in 277 presenze. E sono le sue parole d’addio a certificare un rapporto che rimarrà in eterno: “Questa città, questa gente, questo club… mi hanno dato tutto. Non avevo altra scelta che ripagare ridandogli indietro tutto. E sapete cosa? Abbiamo vinto tutto. Manchester sarà per sempre nei nostri cuori e per sempre la nostra casa. Ogni storia arriva alla fine, ma questo è stato sicuramente il miglior capitolo. Godiamoci questi ultimi momenti insieme. Con amore”.

 

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Gli scenari futuri: dal “sogno americano” alle Primavere Arabe

L’Arabia o l’America nel destino prossimo. Dal 30 giugno, dovremo abituarci a guardare il belga indossare un’altra casacca che non sia dell’azzurro del Manchester City. Una scelta per ora circoscritta alle due realtà in forte crescita tra i mercati ancora in via di sviluppo. L’MLS offre sicuramente un calcio meno logorante, sul piano fisico soprattutto, rispetto a quello europeo. Oltre alla prospettiva affascinante, ma poco probabile, di un suo arrivo all’Inter Miami dove formerebbe un trio spaziale con Messi (scenario solo sfiorato nel 2020, quando l’argentino poteva finire al City) e Suarez, c’è un ipotesi ben più concreta. Tutte le strade portano al “City Group”, con il belga che infatti potrebbe accasarsi al New York City, club nell’orbita dei proprietari dei “Citizens”.

Kevin De Bruyne

Kevin De Bruyne e Pep Guardiola (LaPresse)

Una meta ben più inflazionata, specialmente nelle ultime stagioni, sarebbe l’Arabia Saudita. Nelle ultime ore si è diffusa l’indiscrezione che vorrebbe l’interesse forte del Neom Sports Club (club in testa alla classifica del campionato di seconda divisione). E a dire il vero, il belga aveva già strizzato l’occhio alla Saudi Pro League la scorsa estate, quando era cercato dall’Al Nassr. Insomma, gli scenari sono apertissimi, e di certo finora c’è solo il suo addio all’Europa.

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