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Manchester piange: United e City, un derby tra deluse

United-City, derby tra deluse: per la città di Manchester, sponda Red Devils e Citizens, la stagione attuale è stata da dimenticare

Pep Guardiola (Manchester City) e Ruben Amorim (Manchester United)
Pep Guardiola (Manchester City) e Ruben Amorim (Manchester United) - Lapresse

Manchester, una stagione da dimenticare

È uno dei match clou del 31° turno di Premier League, ma per la prima volta da anni il derby di Manchester non profuma né di gloria né di vertice. Quella che storicamente è una sfida tra titani, quest’anno assume il sapore amaro di una resa dei conti tra due squadre in piena crisi d’identità.

Guardiola Manchester City

Pep Guardiola (Lapresse)

Manchester City senza Haaland

Da un lato il Manchester City, dominatore assoluto del calcio inglese negli ultimi anni, si presenta a Old Trafford con le spalle al muro. Quinto in classifica, momentaneamente fuori dalla zona Champions League, il gruppo di Pep Guardiola lotta per non gettare alle ortiche una stagione già segnata da delusioni europee e da infortuni pesanti.

Il successo in FA Cup contro il Bournemouth, che è valso l’accesso in semifinale, e la vittoria in campionato contro il Leicester dopo la sosta internazionale hanno riacceso una fiammella di speranza, ma l’assenza di Erling Haaland, fermato da un infortunio alla caviglia, pesa come un macigno sulle ambizioni dei Citizens che per tutto l’arco della stagione non hanno mai potuto contare su Rodri (infortunatosi al ginocchio), faro del centrocampo e Pallone d’Oro in carica.

Amorim Manchester United

Amorim Manchester United (Lapresse)

Amorim per l’onore

Dall’altro lato del campo ci sarà un Manchester United in caduta libera. Tredicesimo in classifica, lontano anni luce dalle zone nobili, lo United vive una delle sue stagioni più opache di sempre. Il successo dell’andata all’Etihad, un inaspettato 2-1, è rimasto uno dei pochi sprazzi di luce in una campagna segnata da confusione tattica, cambi in panchina e prestazioni altalenanti. Il derby non sarà solo una partita: sarà un banco di prova per la dignità, per salvare ciò che resta di una stagione che ha tradito ogni aspettativa.

Guardiola, il momento più difficile della carriera

La stagione 2024-25 del Manchester City rappresenta uno dei momenti più complessi dell’era Guardiola. Dopo anni di dominio quasi incontrastato in Premier League, con quattro titoli consecutivi e un livello di gioco spesso definito come inarrivabile, il crollo è stato evidente.

A sorprendere non è solo il rendimento della squadra, ma soprattutto l’autocritica di Pep, che ha descritto la sua stagione come “really poor”. Un giudizio netto, che pesa ancora di più se si considera che l’allenatore catalano non ha mai concluso una stagione sotto il terzo posto in tutta la sua carriera da tecnico.

Pep Guardiola (Lapresse)

Guardiola non si nasconde, riconoscendo che il problema non risiede in un singolo fattore, ma in un insieme di “pochi dettagli” che però, sommati, hanno fatto la differenza. “Gli avversari non ci hanno mai steso un tappeto rosso per vincere”, riconoscendo implicitamente come il successo passato fosse frutto di una mentalità e di una prestazione costante che quest’anno sono venute meno.

L’analisi di Guardiola è tanto lucida quanto impietosa: “la stagione è stata povera e questo non cambierà nemmeno se vinceremo un trofeo o ci qualificheremo in Champions”. Con queste parole, spazza via ogni tentativo di salvataggio dell’annata attraverso i risultati delle coppe o il piazzamento finale. È un discorso che va oltre i numeri: tocca i principi su cui si fonda il suo calcio, fatto di intensità, precisione, concentrazione — tutti elementi che, secondo lui, sono mancati. L’obiettivo della prossima stagione sarà non ripetere gli stessi errori: “Spero che questo non accada la prossima stagione. Questo è importante.”

Manchester United, via ten Hag eppure…

Sull’altra sponda di Manchester, quella rossa, la situazione non è affatto migliore. Nonostante le difficoltà attraversate dai rivali cittadini, lo United non è riuscito ad approfittarne — anzi, ha fatto persino peggio. L’unica vera occasione per salvare una stagione deludente resta l’Europa League, vista la posizione deficitaria in Premier League e le precoci eliminazioni da Carabao Cup e FA Cup.

E pensare che appena un anno fa la stagione si era chiusa con un trionfo proprio in FA Cup, battendo in finale il Manchester City. Un derby dal sapore speciale, che però non ha avuto effetti positivi nel lungo periodo, esattamente come quello vinto di recente in campionato. Chissà che il prossimo scontro diretto, previsto per domenica, non possa finalmente indicare una via da seguire alla squadra ora guidata da Amorim.

Ten Hag e Bruno Fernandes festeggiano la vittoria in FA Cup 2024 contro il Manchester City – Lapresse

Già, perché nemmeno l’esonero di ten Hag a ottobre è servito a dare quella scossa tanto attesa. Con Amorim, ex tecnico dello Sporting Lisbona, i problemi sembrano essere rimasti gli stessi: poca identità, risultati altalenanti, ambiente spaccato. Lo stesso allenatore ha recentemente dichiarato che sarebbe “folle” pensare di poter lottare per il titolo già dalla prossima stagione, sottolineando la necessità di un percorso di ricostruzione a lungo termine.

Amorim Manchester United (Lapresse)

Parallelamente alle difficoltà sportive, il club è coinvolto in una profonda ristrutturazione interna guidata da Sir Jim Ratcliffe. Un processo che ha già portato al licenziamento di circa 200 dipendenti nel tentativo di risanare le finanze, messe a dura prova da anni di perdite. Tra le misure adottate anche la sospensione dei pasti gratuiti per i dipendenti, provvedimento che ha sollevato forti polemiche sulla gestione e sul futuro del club.

In questo clima di instabilità e incertezza, il Manchester United si trova a combattere su più fronti: non solo sul campo, ma anche sul piano strutturale e finanziario, in un momento che potrebbe rivelarsi decisivo per il futuro del club.

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Scritto da

Giornalista pubblicista dal 2022, Laureato in Lettere Moderne e Giornalismo e Cultura Editoriale e Multimediale. Il calcio è la miglior medicina, ma consiglio vivamente anche le altre pillole sportive. Vivo e sogno ad occhi aperti, il traguardo più importante è il prossimo.

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