Roma-Juventus, un derby a tutti gli effetti
Quando Roma e Juventus si affrontano, l’aria cambia. Non è una semplice partita di campionato, è una sfida di nervi, storia e orgoglio, quasi un derby, anche se non cittadino. La rivalità tra le due squadre è cresciuta nel tempo, alimentata da scudetti sfumati, polemiche infuocate e partite epiche. In campo non ci sono solo due squadre: ci sono due modi di intendere il calcio, due tifoserie caldissime, due capitali d’Italia che si sfidano idealmente, Roma e Torino.
Il 4-0 di Totti a Tudor
Impossibile dimenticare quella serata del 2004, quando la Roma annientò la Juventus con un clamoroso 4-0 all’Olimpico. Protagonista assoluto, manco a dirlo, Francesco Totti, che segnò e incantò, lasciando un umiliato Igor Tudor, attuale allenatore dei bianconeri, a inseguire fantasmi (il famoso gesto del quattro con la mano è storia). Quella partita è rimasta nella memoria collettiva dei romanisti come uno dei picchi più alti nella sfida contro i bianconeri: non solo una vittoria, ma una dichiarazione di forza e bellezza calcistica.
Ranieri, un addio amaro
Claudio Ranieri, romano, romanista, e protagonista su entrambe le panchine. Guidò la Juventus al ritorno dalla Serie B e centrò subito la qualificazione ai preliminari di Champions. Nell’annata successiva visse una delle serate più belle sulla panchina juventina, cogliendo un clamoroso successo al Bernabeu contro il Real Madrid, grazie ad una doppietta di Del Piero, che valse a Pinturicchio una meritata standing ovation.
L’addio però fu amaro e lo stesso tecnico ne ha parlato nella conferenza stampa della vigilia: “Se ho un senso di rivalsa per come è finita a Torino? Non è stata una separazione traumatica perché la verità non è quella che viene detta. La so io, se un giorno farò un libro scriverò la verità. Non c’è rivalsa”.

Paulo Dybala e Claudio Ranieri, Roma – Lapresse
Dybala, quanti rimpianti!
Il passaggio di Paulo Dybala dalla Juventus alla Roma ha riscritto le emozioni dei tifosi. A Torino, l’argentino era una bandiera, ma la fine del rapporto è stata fredda, quasi indifferente. A Roma invece è rinato, diventando subito leader tecnico e simbolo di un progetto ambizioso. Per i bianconeri, resta un rimpianto cocente, per quello che poteva ancora dare, per i gol, le giocate, il carisma mai del tutto valorizzato.
Alto Tradimento
La rivalità tra Roma e Juventus ha visto tanti episodi di tradimento da parte di giocatori e allenatori che hanno cambiato casacca, passando dai giallorossi ai bianconeri. Questi passaggi non sono mai stati dimenticati dai tifosi della Roma, che li hanno considerati come atti di infedeltà. Ecco alcuni dei più clamorosi casi di tradimento.
Capello è il simbolo del “tradimento” per i tifosi della Roma. Passò prima alla Juve come giocatore nel 1970, e poi come allenatore nel 2004, dopo aver vinto lo scudetto con la Roma. Nonostante avesse dichiarato che non sarebbe mai andato alla Juve, Capello cambiò idea, e i tifosi giallorossi non glielo perdonarono mai.

Fabio Capello (Lapresse)
Nel 2004, Emerson, uno degli idoli della Roma, fu ceduto alla Juve per 14 milioni più Brighi. La trattativa durò mesi, tra il desiderio del giocatore di raggiungere Capello e il rischio che rimanesse fuori rosa per depressione. Il trasferimento, per i tifosi, fu un tradimento difficile da dimenticare.
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Mirko Vucinic passò dalla Roma alla Juve nel 2011 per 15 milioni. Nonostante il suo contributo alla Roma, la sua decisione di andare alla Juve, dove vinse tre scudetti, fu vista come un tradimento dai tifosi giallorossi.
Jonathan Zebina, campione con la Roma nel 2001, decise di non rinnovare il contratto e seguire Capello alla Juve. La sua frase “Torino è una bella città, c’è sempre il sole” divenne un bersaglio di sfottò per i romanisti, considerando anche che il suo primo gol in Italia fu proprio contro la Juve.
Angelo Peruzzi, portiere della Roma per poco tempo, fu venduto alla Juve per 4,5 miliardi di lire. Nonostante una carriera di successo, il suo passaggio alla Juve non fu mai perdonato dai tifosi giallorossi.
Infine, Marco Borriello, dopo un buon periodo alla Roma, fu ceduto alla Juve per 9 miliardi. La sua partenza non suscitò grandi reazioni, ma rimase comunque un passaggio significativo nella rivalità tra le due squadre.
Roma-Juve 2022: una sfida al cardiopalma
Un pareggio e una vittoria giallorossa nelle ultime due trasferte all’Olimpico per la Juventus che non batte la Roma tra le mura amiche dal 2022, in una sfida che fu al cardiopalma. In una fredda sera di gennaio che si infiamma grazie alla prima rete di Tammy Abraham, che apre le marcature e accende l’Olimpico. La reazione juventina arriva con Dybala, che ristabilisce la parità con un colpo dei suoi. Ma la Roma non si ferma: segna il secondo e il terzo gol, portandosi sul 3-1 e facendo sognare i tifosi di casa.
Sembra fatta, ma il calcio è imprevedibile. In dieci minuti da follia, la Juventus ribalta tutto con le reti di Locatelli, Kulusevski e De Sciglio, completando una rimonta leggendaria che lascia l’Olimpico ammutolito. L’espulsione di De Ligt nel finale regala un’ultima speranza alla Roma, ma la squadra di Mourinho non riesce a sfruttarla.
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