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Calcio italiano

Grosso col Frosinone, Gilardino col Genoa: due Campioni del Mondo maestri della promozione in Serie A

Due eroi dell’ultimo Mondiale vinto dall’Italia nel 2006 sono appena sbarcati per la prima volta in serie A da allenatori

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Fabio Grosso, Alberto Gilardino con Gianluca Zambrotta ai Mondiali 2006 (© LaPresse)

Anche la Serie B sta regalando i suoi verdetti. A due giornate dalla fine abbiamo già le due squadre promosse per la serie A 2023/2024. Frosinone e Genova ritornano in massima serie a braccetto rispettivamente dopo la stagione 2018/19 e quella scorsa. Con una particolarità: entrambe sono allenate da due ex campioni del mondo di Germania 2006. 

FABIO GROSSO HA OTTENUTO FIDUCIA

Il primo, Fabio Grosso. L’uomo simbolo di quella campagna iridata. con il gol alla Germania ed il rigore decisivo alla Francia. Dopo il ritiro nel 2012 con la maglia della Juventus ha subito ‘cambiato vita’, dandosi alla panchina e vincendo il torneo di Viareggio 2016 e arrivando in finale di Coppa Italia e campionato Primavera. Sembra l’inizio di una grande carriera, ma le prime esperienze a Bari, Verona e Brescia non vanno come sperato. Dopo l’ennesimo esonero con il Sion, arriva la chiamata del Frosinone nel marzo 2021, al posto di Alessandro Nesta, uno degli undici tecnici (più un collaboratore tecnico, Simone Barone) sbocciati da quella spedizione tedesca.

E lì le cose cambiano. Una salvezza ottenuta come traghettatore e i ciociari decidono di dargli quello che non ha mai ottenuto: fiducia. E allo Stirpe Fabio Grosso lavora bene, senza troppi voli pindarici nella scorsa annata chiusa al nono posto, per poi far volare i gialloblù in questa stagione, dando il via all’esplosione di giocatori come Giuseppe Caso, Samuele Mulattieri e Daniel Boloca. Dominando la serie cadetta e senza mai mettere la promozione in discussione. Che dire, questa serie A se l’è guadagnata con il sudore della fronte, così come da giocatore.

GILARDINO, MUSICA LEGGERISSIMA

E al suo fianco, Alberto Gilardino. Arrivato quasi per caso a questa opportunità, cominciando dai bassifondi del nostro calcio. Il giro dell’ex attaccante è alquanto ampio. Comincia dal Rezzato in D, da assistente di Luca Prina (suo mister ai tempi delle giovanili della Biellese) prendendo il suo posto a fine febbraio 2019, per poi guidare la Pro Vercelli in C la stagione successiva: quattordicesimo posto e tanti saluti ai piemontesi. L’anno dopo scende di nuovo in D con il Siena, un rapporto complicato dove ci si è lasciati e ripresi fino all’esonero del Gila, arrivato a inizio stagione 21/22 nonostante il sesto posto.

Forse è meglio ricominciare dalle giovanili, pensa l’attaccante. E si riparte dalla Primavera del Genoa. Solo che il suo incarico dura cinque mesi: i grifoni salutano Alexander Blessin, insoddisfatti della sua gestione da 23 punti in 15 partite, mettendo la squadra in mano a Gilardino. E la mossa funziona eccome: i rossoblù rispondono presente al cambio di allenatore e girano come avrebbero sempre dovuto, con Gudmundsson e Coda a fare da protagonisti assoluti. Una sola sconfitta in 21 partite e il Genoa torna in A con grande stile, sulle spalle dell’uomo che suonava il violino. E a Genova, la musica che ha suonato il Gila è leggera, leggerissima.

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