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Pagelle Verona-Lazio 1-1, voti Serie A: Zaccagni risorge, Lazzari pimpante, Ngonge opaco

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Dopo il big match tra Juventus e Napoli della giornata di ieri, a partire dalle 15.00 di questo pomeriggio è iniziato il primo incontro del sabato valevole per la 15ma giornata della Serie A 2023-2024 tra Verona e Lazio. I gialloblu venivano dal pareggio rocambolesco per 3-3 di Udine, i biancocelesti erano reduci invece dal successo per 1-0 sul Cagliari. Al termine dei 90′, nessuna delle due squadre può festeggiare a pieno: la partita del Bentegodi è terminata sul risultato di 1-1, con la rete di Zaccagni che è stata controbilanciata dalla zampata di Henry. Biancocelesti che salgono a quota 21 punti, rimanendo a -3 dal quarto posto, mentre gli scaligeri agganciano l’Empoli al 17mo posto.

PAGELLE VERONA-LAZIO 1-1

HELLAS VERONA

Lorenzo Montipò: 6,5. Non può nulla sulla rete di Zaccagni. Buoni i suoi interventi sulle conclusioni di Castellanos e Luis Alberto che tengono in piedi la sua squadra.

Filippo Terracciano: 5,5. Non ha molto sostegno dai compagni, visto che dalla sua parte agiscono Lazzari e Felipe Anderson, ma non fa intravedere neanche un’idea su come contrastare le due frecce biancocelesti.

Diego Coppola: 6. Dà l’impressione di essere un po’ spaesato, anche se non compie nessun’imprecisione degna di nota. Passivo sulla rete di Zaccagni, non andando in marcatura su nessun attaccante biancoceleste. Nel secondo tempo compie un paio di interventi salvifici, fermando due contropiedi molto pericolosi. Dal 87′ Giangiacomo Magnani: s.v.

Bruno Amione: 6. Nel quartetto difensivo è senza dubbio quello apparso meno in difficoltà. Con grinta e ferocia agonistica, segue Immobile per tutto il campo, riuscendo a limitarlo in parte. Non ha colpe sulla rete di Zaccagni.

Jackson Tchatchoua: 5. E’ in parte responsabile della rete messa a segno da Zaccagni, visto che perde totalmente la marcatura dell’esterno biancoceleste in area di rigore.

Michael Folorunsho: 5.5. In mediana non riesce a fornire il giusto apporto alla causa gialloblu. Spesso in ritardo, è un po’ impacciato con il pallone tra i piedi, portando insicurezza in una zona del campo cruciale come quella centrale. Dal 57′ Martin Hongla: 6. Fa molto più filtro rispetto all’ex Bari in mezzo al campo, riuscendo a prevalere in molte occasioni nei duelli fisici con gli avversari.

Ondrej Duda: 5. Si alterna in entrambe le fasi, provando sempre a entrare in area in attacco e pressando come può l’avversario in fase di non possesso, non dando l’impressione di compiere al meglio il proprio compito sia davanti che dietro. Si fa espellere scioccamente per somma di ammonizioni.

Cyril Ngonge: 5.5. Se prende velocità diventa a tratti infermabile, ma commette tanti errori, specialmente nell’ultimo quarto di campo, mostrando di non essere completamente nel pieno dell’incontro. Dal suo tiro cross velenoso, nasce l’azione che si è conclusa con la rete di Henry.

Tomas Suslov: 5,5. Non riesce a inventare come vorrebbe. Viene ben controllato dagli avversari, i quali non gli concedono molto campo. Nelle poche situazioni in cui ha il pallone tra i piedi, non incide con il suo mancino. Dal 76′ Jordi Mboula: s.v.

Suat Serdar: 6. L’ex Hertha Berlino si batte con molta volontà in mezzo al campo, andando spesso alla ricerca del pallone in fase di non possesso per recuperare la sfera e avviare le azioni di contropiede veronesi. Dal 46′ Darko Lazovic: 6. Svaria in quasi tutte le posizioni alle spalle dell’unica punta per creare superiorità numerica in avanti. Il serbo si disimpegna anche in fase difensive se necessario, dando una grossa mano alla sua squadra.

Milan Djuric: 6. Di testa è incontrastabile. Ogni contesa aerea la vince lui, provando a fornire qualche pallone interessante in spizzata. Viene servito poco tra i piedi, perciò non ha molti palloni per incidere. Dal 57′ Thomas Henry: 6,5. Entra in campo con il giusto atteggiamento, dando forza fisica e mentale all’attacco gialloblu. Trova il secondo gol consecutivo un po’ fortunosamente, deviando con la coscia un pallone calciato così e così da Suslov dopo il tiro cross di Ngonge.

All. Baroni: 6,5. Lo spirito messo in campo dalla squadra veronese è stato premiato da un risultato che può dare morale per il prosieguo del campionato. La vittoria manca da agosto, ma con quest’atteggiamento prima o poi i tre punti arriveranno.

LAZIO

Ivan Provedel: 6. Il Verona calcia pochissimo verso la porta, perciò non deve compiere alcun intervento di estrema importanza. Bravo in ogni situazione di palla inattiva, uscendo sempre con i tempi giusti.

Manuel Lazzari: 7. Una spina nel fianco costante per la difesa gialloblu. Spinge con convinzione sulla fascia destra, sovrapponendosi spesso a Felipe Anderson. L’azione del vantaggio biancoceleste parte da un suo break a centrocampo.

Nicolò Casale: 6. Non dà modo agli attaccanti veronesi di poter inventare in tranquillità, andando sempre in pressing sugli avversari. Sempre pulito e preciso negli interventi, impeccabile in area di rigore.

Mario Gila: 6. Molto attento e guardingo su Djuric, è abile a recuperare la sfera sulle seconde palle. Lavora con ordine al centro della difesa, mostrando anche di avere doti in fase di impostazione. Tiene in gioco Henry in occasione del pareggio veronese.

Adam Marusic: 6. Presidia con ordine la sua zona, rimanendo molto più bloccato rispetto a Lazzari per tenere a bada Ngonge. Deve uscire a causa di un problema all’occhio dovuto proprio a un contatto con il belga. Dal 29′ Elseid Hysaj: 5,5. Sostituisce il montenegrino con la giusta applicazione in avvio. Ovviamente spinge meno rispetto a Lazzari, presidiando la sua zona. Si fa superare facilmente da Ngonge nell’azione che ha portato alla rete di Henry. Dal 85′ Luca Pellegrini: s.v.

Mateo Guendouzi: 6. Contro il Genoa in Coppa Italia ha deciso l’incontro, oggi appare meno nel vivo della partita. Dà il suo onesto contributo in entrambe le fasi, ma cerca poco l’inserimento in area di rigore, prediligendo la copertura difensiva. Dal 85′ Matias Vecino: s.v.

Nicolò Rovella: 6,5. In assenza del miglior Luis Alberto, si è preso le chiavi del centrocampo laziale. E’ sempre nelle bagarre in mediana, ma grazie alla sua qualità di palleggio riesce sempre a divincolarsi nelle intricate contese fisiche.

Luis Alberto: 6. Oggi il faro tecnico della squadra di Sarri ha distribuito la sua luce agli altri. Compie molto più lavoro sporco del normale, probabilmente per via delle condizioni non al top, rimanendo più al coperto anche in fase offensiva.

Felipe Anderson: 6,5. Si infila ben volentieri nei buchi lasciati liberi dal Verona sulla destra, formando insieme a Lazzari una coppia letale. Suo l’assist per la rete di Zaccagni con un cross preciso per l’inserimento del compagno.

Ciro Immobile: 6. I suoi movimenti attirano l’attenzione dei difensori veronesi, facilitando il compito d’inserimento ai compagni. Tocca pochi palloni, perciò non trova il modo per poter concludere in porta. Dal 72′ Taty Castellanos: 6. Dà vivacità alle azioni offensive dei biancocelesti, battendosi con coraggio e impegno contro la difesa avversaria. Va vicino al gol, ma la sua conclusione viene respinta da Montipò.

Mattia Zaccagni: 7,5. Con il più classico gol dell’ex, sblocca il risultato grazie a una splendida girata con il tacco in area di rigore, tornando a segnare in campionato. Si muove con continuità, creando confusione nella retroguardia veronese. Dal 72′ Pedro: 5,5. Al contrario del centravanti ex Girona, il fantasista spagnolo sbaglia totalmente l’approccio del match. Commette errori tecnici non da lui, e non dà quella velocità necessaria per provare a ripartire.

All. Sarri: 5,5. Lo aveva detto in conferenza stampa dopo l’ultimo match con il Genoa. Ciò che il tecnico ex Napoli e Juventus aveva previsto dopo la sfida con il Grifone è accaduto, visto che dopo un match dominato la sua squadra ha subito la rete del pareggio, senza riuscire a chiudere definitivamente il match in precedenza.

Foto: Lapresse

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