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Chiesa e Barella: l’Italia dipende dalla loro qualità. Gli irrinunciabili che fanno la differenza

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Federico Chiesa
Chiesa / LaPresse

Risveglio dolce per l’Italia di Luciano Spalletti dopo un esordio sofferto ad Euro 2024. La formazione guidata dal tecnico toscano, nella serata di ieri, è riuscita ad imporsi sull’Albania con il punteggio di 2-1, mettendo il primo mattoncino verso la rincorsa alla qualificazione. Tre punti d’oro quelli conquistati dagli azzurri per la classifica del girone B, che ora vede gli azzurri in testa a pari punti con la Spagna, prossimo ostacolo per la selezione tricolore nel suo cammino in Germania.

Le cose non si erano messe benissimo per l’Italia. La formazione azzurra è passata in svantaggio dopo nemmeno 30″, subendo il gol più veloce della storia degli Europei, rete firmata da Nedim Bajrami. Sembrava il preambolo di una disfatta da alcuni annunciata, ma gli azzurri si sono messi sotto ed hanno iniziato ad imprimere il proprio gioco. Prima la rete di testa di Alessandro Bastoni all’11’, poi il gran gol dalla distanza di Nicolò Barella messo a segno cinque minuti dopo, hanno permesso agli azzurri di sconfiggere gli avversari. Quest’ultimo insieme a Federico Chiesa sono stati i migliori in campo per gli azzurri nell’esordio ad Euro 2024.

Partiamo dall’esterno juventino. Il 26enne nato a Genova ha ridato luce all’attacco azzurro, mostrando quei lampi di forza e qualità che hanno regalato tante gioie ed emozioni con la maglia della Nazionale. Non è forse un caso che Chiesa si sia espresso meglio a destra, posizione spesso occupata anche durante l’ultimo Europeo. Dribbling a profusione, scatti decisi e giocate di grande qualità, aiutato anche dal piede destro, più facile da utilizzare sulla fascia destra.

Per ciò che riguarda Nicolò Barella, invece, si deve partire dal super gol che di fatto ha regalato la vittoria agli azzurri. Una conclusione calciata forte e ad effetto dalla distanza di esterno-collo, con la palla che assume una traiettoria imprendibile per il portiere albanese, gesto di altissima difficoltà che l’interista ha segnalato con un’apparente semplicità. Da sottolineare anche il lavoro di grande dispendio di energie che Barella ha messo in campo. Il centrocampista sardo sembrava una molla impazzita, operante in qualsiasi punto del campo. Se Barella dovesse continuare su questi ritmi, il centrocampo azzurro sarà in buone mani per quest’Europeo.

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