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Da quali nomi deve ripartire l’Italia? Gli azzurri da confermare e i possibili innesti

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Riccardo Calafiori
Calafiori / LaPresse

La FIGC, dopo una disfatta come quella subita dall’Italia con la Svizzera, è lecito che si faccia delle domande. Gli azzurri hanno collezionato una delle delusioni più cocenti della propria storia. Un’eliminazione precoce non è di per sé motivo per creare drammi, ma le modalità della sconfitta con i rossocrociati – e in generale tutta l’avventura intrapresa in Germania ad Euro 2024 – preoccupano e non poco. In gioco c’è la credibilità di un intero movimento, che da un decennio sta mostrando solamente il proprio lato peggiore, escludendo la vittoria dell’Europeo nel 2021, unico bagliore in un periodo in cui regna il buio pesto.

L’Italia deve rimboccarsi le maniche ed iniziare a costruire una base solida sul quale ripartire in direzione del Mondiale 2026. Le qualificazioni alla prossima edizione iridata inizieranno nel marzo del prossimo anno, perciò non c’è molto tempo per cambiare la rotta. Di sicuro l’eventuale riconferma di Luciano Spalletti alla guida della panchina tricolore può essere una soluzione rapida per ovviare a questi problemi: il CT toscano, con un po’ di tempo in più per meditare anche ai propri errori, ha l’esperienza per modificare l’impostazione tattica della sua squadra, adattandolo al materiale a disposizione, cosa che non ha minimamente tentato di fare nella campagna europea.

Di certo bisognerà sin da subito cercare le problematiche alla radice e imbastire dei piani per rilanciare l’intero sistema calcio. In difficoltà non c’è solamente la Nazionale, punta dell’iceberg di un movimento “malato” che di fatto sta allontanando sempre di più le persone dallo sport che per natura è uno dei collanti della popolazione. Le squadre italiane sono in crisi economica, e per ovviare a questo problema si rifugiano in acquisti provenienti dall’estero, movimenti meno costosi rispetto a quelli interni. Manca fiducia nel lanciare i giovani, costretti a giocare in Primavera o in campionati minori. Anche le scuole calcio non riescono più a svolgere il loro compito naturale, quello di formare la tecnica degli aspiranti calciatori.

Vedendo il materiale che Spalletti potrà sfruttare nell’immediato, ci si accorge che pochi elementi forniscono certezze. Il fulcro del gruppo azzurro non può che essere il capitano, Gianluigi Donnarumma: il portierone, ancora 25enne, sarà l’uomo su cui l’Italia dovrà appoggiarsi. In difesa, Riccardo Calafiori ha mostrato una crescita esponenziale e, data la giovane età, si candida per diventare una colonna della Nazionale. Nicolò Barella, nonostante un Europeo sottotono, rimane un elemento di livello internazionale. In attacco, invece, aleggiano diversi dubbi: nessun uomo dà convinzioni certe. Per potenzialità, Gianluca Scamacca può elevarsi a centravanti di ottimo livello, ma il percorso appare lungo. Dalle selezioni giovanili, alcuni nomi proveranno a farsi largo, ma appare prematuro fare previsioni per il futuro.

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