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Serie A

Napoli-Milan, in Serie A l’antipasto di Champions League: conviene coprire le carte per le partite più importanti?

Gli azzurri giocano il calcio più bello d’Europa e non hanno nulla da nascondere. Il Milan, dal canto suo, è pronto a tornare al 4-2-3-1: esperimento o tentativo di sviare l’attenzione di Spalletti?

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Milan-Napoli andata Serie A 2022-23
Un flash della gara di andata tra Milan e Napoli (©LaPresse)

Giocheranno a viso aperto, senza bluffare, o copriranno le proprie carte? La domanda è lecita, visto che quello di domenica sera tra Napoli e Milan sarà solo il primo di tre sfide piene di significato. Tre scontri diretti tra Serie A e Champions League decisivi per le sorti della stagione di entrambe. Anche se gli azzurri di Luciano Spalletti le affronteranno forti di un piccolo grande vantaggio: lo scudetto in tasca. Anzi, quasi cucito sul petto. Ma se il passaggio di testimone tra i campioni d’Italia in carica e i futuri “campeones” è solo una questione di tempo, la doppia sfida in Europa è aperta ad ogni pronostico. E lascia presagire notti ricche di emozioni. Notti da leoni, e non solo per chi ne uscirà vincitore.

Ecco perché domenica sera allo stadio “Diego Armando Maradona” (fischio d’inizio ore 20.45) i due allenatori potrebbero anche mescolare le carte. Difficile, a dire il vero, ma non impossibile. Ma più che il Napoli, che ha un sistema di gioco fisso (4-3-3) e ben poco da nascondere, potrebbe essere il Milan a scendere in campo con una formazione diversa dal solito. Il ritorno al 4-2-3-1, modulo al quale Pioli sembra orientato ad affidarsi per invertire la rotta dopo gli ultimi brutti risultati (due sconfitte e un pareggio) e per ritrovare il miglior Leao, potrebbe essere un modo per sviare l’attenzione. Un tentativo di trarre in inganno il collega toscano in vista dell’andata dei quarti di Champions, in programma mercoledì 12 aprile a “San Siro”. Anche se i punti in palio in campionato pesano molto di più per il Diavolo, ancora in lotta per il quarto posto.

Il Napoli, bello alla luce del sole

Stante il prologo, Spalletti dovrebbe affidarsi senza indugi ai titolarissimi. Meret in porta, Di Lorenzo e Mario Rui terzini di spinta atti ad agire in mezzo al campo vestendo i panni di mezze ali in fase di costruzione, Rrahmani e Kim al centro pronti a domare chiunque passi dalle loro parti. A metà campo la furia di Anguissa, la tecnica di Zielinski e l’onnipresenza calcistica di Lobotka faranno da preambolo all’atto finale, il tridente Kvaratskhelia-Osimhen-Lozano. Tre che al posto delle gambe sembrano avere i turbo razzi, uniti a classe, dribbling e strapotere fisico. L’unico dubbio riguarda Politano, in aperto ballottaggio con il messicano per la terza maglia.

Tutti gli altri, da Elmas a Simeone passando per il recuperato Raspadori, che si è allenato in gruppo e dopo quasi due mesi potrebbe essere di nuovo tra i convocati, saranno pronti a subentrare a gara in corso con lo stesso spirito: quello dei leoni chiusi in gabbia. La forza del Napoli di Spalletti, del resto, è proprio questa. E’ una squadra con la “S” maiuscola in cui nessuno viene prima dell’altro. Chi sale dalla panchina gioca con la stessa intensità di chi è partito dall’inizio, senza invidia o risentimento. Tutti per uno, uno per tutti. Per raggiungere un obiettivo comune: lo scudetto e, chissà, anche la Champions League. Dove ogni ulteriore passo è storia, perché mai prima d’ora il Napoli era arrivato così lontano. Nemmeno con Maradona.

Il Milan, una squadra sull’altalena

E il Milan? I rossoneri, il loro anno magico, lo hanno già vissuto. Ha portato in dote il 19esimo scudetto e una Champions League che in questa stagione ha dato qualche soddisfazione in più rispetto al campionato. Almeno finora. Il Napoli rappresenta lo scoglio verso le semifinali e l’ingresso tra le quattro migliori d’Europa. Entrarci significherebbe tanto, soprattutto se accadesse eliminando gli azzurri di Spalletti che, a detta di tutti, giocano il calcio più bello. La squadra gira a meraviglia, quasi fosse spiritata. Uno spettacolo unico, che oggi fa impallidire anche le big rimaste nel lotto: Real Madrid, Manchester City e Bayern Monaco. Ma il Diavolo, con la Champions, ha un feeling davvero speciale. Ed è questo ciò che più teme il Napoli.

Sulla carta, guardando la stagione, non ci sarebbe partita. A prescindere dal modulo (4-2-3-1 o 3-4-2-1) il Milan campione d’Italia ha vissuto un anno sull’altalena. Ha iniziato bene, poi pian piano si è spento fino a rischiare il tracollo in un gennaio tremebondo. Febbraio ha segnato la risalita, arrivata anche grazie al nuovo sistema di gioco con la difesa a 3, ma poi l’effetto novità è improvvisamente svanito. E ora Pioli è di nuovo in difficoltà. Nemmeno lui sa spiegarsi questi alti e bassi, ma tant’è. Proverà ad affrontare i futuri campioni d’Italia affidandosi al 4-2-3-1 che lo ha portato al titolo. Senza Kalulu e senza Ibra, infortunati. L’epilogo più giusto, forse, per un simbolico passaggio di testimone. L’eventuale bluff verrà svelato il 12 aprile. E solo allora sapremo se basterà per fermare questo magico Napoli. 

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